Occhi che conosco

Sto lavorando.
Tento di scrivere due righe, ma in effetti non sono mai stato bravo a scrivere. Non so nemmeno perché mi sia balenata quest’idea. E invece lo so, la mia psicologa mi ha suggerito di farlo. Dice che aiuta a schiarire le idee e dare parole alle emozioni. Alle superiori ho sempre scritto pessimi temi ed in effetti ..in effetti cosa? Non so nemmeno completare le frasi. Dicevo, sto lavorando. Ci andava il punto dopo una frase così corta? Stamane ho fatto una visita domiciliare. Sì, lavoro anche di sabato, voglio più soldi di quanti me ne dà la scuola di specializzazione. Voglio comprare casa, una tutta mia. La signora che sono andato a visitare era disperata. Il marito col quale aveva condiviso l’intera esistenza, i progetti, il futuro, i figli era affetto da una misteriosa malattia neurodegenerativa e stamane aveva avuto un episodio di aggressività tale da impaurirla. Mi sono occupato di lei, abbiamo parlato di cosa avrebbe dovuto fare e di come avrebbe dovuto gestire un marito in quelle condizioni. Occhi disperati. Conosco bene quegli occhi splendidi e precipitati. In uno schiocco di dita ha perso tutto ed è precipitata nell’oscurità. Non ho potuto fare davvero nulla per lei, se non ascoltarla e darle 10 gocce di Delorazepam. Mi ha ringraziato moltissimo, ma non ho fatto niente. Sono pagato profumatamente per non fare niente. Sono pagato profumatamente per osservare tristemente occhi che conosco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *